Perché Dark Shadows cambia continuamente tono fra gotico, commedia e melodramma?
Fatto narrativo verificatoIl film racconta di un vampiro trasformato per vendetta da un’amante tradita, sepolto per due secoli e risvegliato nel 1972, che ritrova la propria dimora occupata da discendenti bizzarri e la strega di allora ancora viva e decisa a non lasciarlo andare. La domanda che resta a molti spettatori, però, non riguarda la trama ma il tono, che passa senza preavviso dal gotico alla commedia al melodramma. La risposta viene dal regista. Tim Burton ha dichiarato che sul set non lo considerava una commedia, tanto da essere sorpreso quando il pubblico vi ha trovato dell’umorismo, e che non lo considerava nemmeno un film di vampiri: lo ha definito un esperimento che si muove in un territorio strano, ammettendo di non saperlo descrivere. L’instabilità di genere non è un effetto collaterale: è la natura dichiarata del progetto.
Lettura editoriale: La premessa — il vampiro trasformato dall’amante tradita, i due secoli di sepoltura, il risveglio nel 1972 e lo scontro con la strega — è la sinossi ufficiale del distributore. Le affermazioni sul tono sono dichiarazioni dirette di Tim Burton in un’intervista. Presentare l’instabilità di genere come la natura dichiarata del progetto, invece che come un difetto o un fraintendimento dello spettatore, è una sintesi editoriale costruita sulle parole del regista. Due editori indipendenti la riportano identica parola per parola, Movieplayer nella pagina di curiosità e Popcorn TV in un articolo redazionale del 10 novembre 2021; è quest’ultimo a nominare il parlante, Barnabas Collins. Va dichiarato che la battuta è stata troncata, e dove. Entrambe le fonti la riportano per intero — prosegue con «per alcuni il sangue significa una vita di ricchezza e privilegi. Per altri una vita da servitù!» — ma la forma completa supera il tetto di venticinque parole. Si pubblica il primo periodo, che le due fonti attestano identico, e il resto è indicato qui. Va dichiarato anche che nessuna delle due fonti porta una firma personale: Movieplayer non ha né firma né data, Popcorn TV ha la data ma la firma è della redazione.