Rocky perde l’incontro: perché il film lo racconta come una vittoria?
Fatto narrativo verificatoRocky Balboa ha ventotto anni, riscuote crediti per un usuraio di Philadelphia e combatte in palestre di quartiere quando il campione dei pesi massimi Apollo Creed, per uno spettacolo, sceglie uno sconosciuto qualunque come sfidante. Rocky accetta e si allena con Mickey. Sul ring manda Apollo al tappeto in una delle prime riprese, poi il campione domina il resto dell’incontro. Nell’ultima ripresa Rocky finisce a terra e si rialza invece di restare giù. Al gong i giudici assegnano la vittoria a Creed ai punti. Apollo gli dice che non ci sarà una rivincita. Attorno al ring i cronisti chiedono dichiarazioni, e lui non risponde a nessuno: cerca Adriana fra la folla. Lei si fa largo fino alle corde, e i due si abbracciano mentre il pubblico applaude. Ha perso l’incontro ed è ancora in piedi.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti narrativi del film: la scelta di Apollo di sfidare uno sconosciuto, l’atterramento nelle prime riprese, il verdetto ai punti in favore di Creed, il rifiuto della rivincita, i cronisti ignorati e l’abbraccio finale con Adriana. È interpretazione, e come tale va attribuita, ogni lettura del perché una sconfitta ai punti venga percepita come una vittoria. Identità e durata poggiano sulla classificazione del British Board of Film Classification e sulla voce dell’Enciclopedia del Cinema Treccani, che concordano: Rocky, John G. Avildsen, 1976. Questa scheda adotta 119 minuti, arrotondamento dell’edizione cinematografica misurata dalla BBFC in 119 minuti e 19 secondi. La divergenza fra edizioni è dichiarata: la riedizione cinematografica del 2020 misura 121 minuti, le edizioni domestiche fra il 1986 e il 2005 circa 114. Trama e finale sono ricostruiti dalla voce Treccani e dall’articolo firmato da Simone Frigerio su CultWeb. Sulla citazione va detta un’incertezza. La frase più associata al film è il grido «Adriana!», e non è riproducibile: le fonti italiane la scrivono in forme tutte diverse fra loro e nessuna coincide con un’altra. Un nome gridato non ha una forma scritta stabile, e questa scheda non ne inventa una. Si pubblica invece una frase del monologo che Rocky rivolge ad Adriana la notte prima dell’incontro, tagliata perché il periodo intero supera il limite di venticinque parole della scheda: nessuna parola è stata cambiata e la cornice sta nel campo contesto. La parola diretta di chi ha fatto il film è stata cercata e non è stata trovata in forma utilizzabile: la posizione dell’autore e la lettura alternativa sono perciò omesse insieme, perché il silenzio si dichiara e non si riempie. Nessun video e nessun confronto con un libro: la sceneggiatura è originale di Sylvester Stallone.