Nell’ultima scena Rose sta sognando o sta morendo?
Fatto narrativo verificatoIl film è un racconto dentro un racconto: nel presente Brock Lovett cerca sul relitto un diamante chiamato Cuore dell’Oceano, e l’anziana Rose Calvert gli racconta il viaggio del 1912. A bordo, promessa a un uomo che non ama, tenta di uccidersi e viene fermata da Jack Dawson, un ragazzo di terza classe che ha vinto il biglietto a carte. Si innamorano mentre la nave affonda. In acqua Jack tiene Rose sopra un pannello di legno galleggiante e muore assiderato; lei viene raccolta dalla Carpathia e prende il cognome di lui. Alla fine del racconto la vecchia Rose lascia cadere in mare il diamante, che aveva sempre tenuto. Poi la vediamo salire la Grande Scala del Titanic intatto, dove Jack l’aspetta e tutti applaudono.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti narrativi del film: la cornice contemporanea del relitto, il racconto di Rose, il naufragio, la morte di Jack in acqua e l’ultima sequenza. È interpretazione, e come tale va attribuita, ogni lettura di che cosa quell’ultima sequenza rappresenti. L’identità poggia sulla classificazione del British Board of Film Classification: Titanic, James Cameron, anno di produzione 1997. Questa scheda adotta 195 minuti, arrotondamento dell’edizione cinematografica misurata in 194 minuti e 36 secondi. Le divergenze sono dichiarate: le riedizioni del 2012 in 2D e 3D arrivano a 195 minuti e 49 secondi, mentre le edizioni domestiche del 1998 misurano circa otto minuti in meno. Trama, finale ed esistenza di un finale alternativo sono ricostruiti dall’approfondimento di Cinefilos e dall’articolo firmato da Marica Lancellotti su Movieplayer. La parola diretta dell’autore è stata cercata e non è utilizzabile, e la ragione va detta. Una dichiarazione di James Cameron sul finale esiste ed è riferita da una fonte italiana, che ne indica anche la sede originaria; ma quel documento non è apribile, e una fonte che non si è potuta aprire e controllare non attesta nulla. La dichiarazione resta registrata come discorso riferito da terzi, e posizione dell’autore e lettura alternativa sono omesse insieme. Va notato che, se un giorno sarà verificabile, quella dichiarazione non chiuderebbe comunque la domanda: l’autore vi dice di non voler rispondere. La citazione ha due riscontri di editori diversi e formulazione identica. La divergenza fra le due è di sola punteggiatura e cade esattamente dove la citazione finisce, ed è dichiarata. Il seguito del monologo diverge invece nella sostanza fra le fonti, e per questo non è pubblicato.