Basta riconoscere un uomo per averlo preso?
Fatto narrativo verificatoFra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta un killer che si firma Zodiac uccide nella California del nord e manda lettere cifrate ai giornali. La polizia indaga con Toschi e Armstrong, il Chronicle con il cronista Paul Avery, e ai margini c’è Robert Graysmith, un fumettista appassionato di enigmi. Passano gli anni: Avery si distrugge, Toschi viene spostato, il caso si raffredda. Graysmith no. Continua da solo, per anni, mettendo a rischio la famiglia e sé stesso, finché arriva ad Arthur Leigh Allen. Nell’ultima scena entra in una ferramenta dove Allen lavora, lo guarda negli occhi, e lui ricambia lo sguardo. Non si dicono niente. Graysmith esce, scrive il libro, il caso viene riaperto e un sopravvissuto riconosce Allen fra le fotografie. Allen muore prima che qualcuno possa incriminarlo. Nessuno è mai stato processato.
Lettura editoriale: L’identità poggia sulla scheda del catalogo dell’American Film Institute, che documenta regia, uscita del 2 marzo 2007, società di produzione e distribuzione e una durata di 158 minuti, dato confermato dalla scheda italiana; la pagina del distributore italiano indica invece 151 minuti e la data del 20 novembre 2007, valori che corrispondono all’edizione home video: la divergenza è dichiarata e la scheda adotta i 158 minuti. Il finale — la ferramenta, lo sguardo, il libro, la riapertura del caso, il riconoscimento fotografico da parte del sopravvissuto e la morte di Allen prima di ogni incriminazione — è ricostruito da due resoconti secondari indipendenti. Sulla parola d’autore l’esito va detto per intero: non è stata raggiunta un’intervista di prima mano a David Fincher sul finale, e le sue dichiarazioni in materia circolano riferite da terzi a partire da un incontro pubblico, quindi non sono state usate. È stata invece aperta e verificata un’intervista diretta allo sceneggiatore James Vanderbilt, che parla proprio della scelta di chiudere il film in quel modo: la scheda riporta la sua posizione e dichiara che è la sua, non quella del regista. La scelta della battuta va spiegata, perché non è la più celebre. Due fonti indipendenti la attestano identica parola per parola e con lo stesso personaggio e lo stesso attore: la sezione «frasi celebri» della scheda ComingSoon e la raccolta di Frasi Celebri, quest’ultima ammessa come riscontro per decisione del Fondatore del 6 settembre 2026 e priva, come tutte le sue simili, di autore e di data. Le battute più famose del film non sono pubblicabili, e per due ragioni diverse. La frase della lettera del killer diverge: ComingSoon la rende «Mi piace uccidere la gente, sopratutto perché l’uomo è l’animale più pericoloso di tutti…», Frasi Celebri «L’uomo è senz’altro l’animale più pericoloso di tutti.», e l’unico altro testo italiano — l’articolo firmato da Andrea Caciagli su Una parola al giorno del 18 agosto 2020 — riporta la lettera storica del killer e non il doppiaggio, con parole diverse ancora. La frase sulla pulsione irrefrenabile è invece attestata identica dalle due fonti ma con parlanti diversi: ComingSoon la dà allo Zodiac, Frasi Celebri all’avvocato Melvin Belli interpretato da Brian Cox. Il contratto chiede il parlante corretto, e qui le fonti si contraddicono. Nessun video: non risulta una scena ufficiale verificabile. Il dettaglio sfuggito e la lettura alternativa sono valutazioni della redazione.