Bateman ha ucciso davvero, o la confessione non arriva a nessuno?
Fatto narrativo verificatoPatrick Bateman è un dirigente di Wall Street ossessionato dai biglietti da visita e dai tavoli nei ristoranti giusti, e nel tempo libero uccide: una sconosciuta, un senzatetto e il suo cane, il collega Paul Allen a colpi d’ascia. Un investigatore comincia a fare domande. Verso la fine Bateman torna nell’appartamento dove aveva lasciato i cadaveri e lo trova vuoto, pulito e in vendita; un’agente immobiliare gli dice che lì non abita nessun Paul Allen e lo invita ad andarsene. Allora confessa tutto al proprio avvocato, che però non lo riconosce, prende la confessione per uno scherzo di cattivo gusto e gli dice di avere pranzato con Paul Allen a Londra pochi giorni prima. Bateman constata che, anche dopo avere ammesso tutto, non arriva nessuna catarsi e la punizione continua a sfuggirgli: la confessione non ha significato nulla. Poi torna al tavolo con i colleghi.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti narrativi del film: l’appartamento trovato vuoto e in vendita, l’agente immobiliare che nega l’esistenza di Paul Allen, la confessione all’avvocato che non lo riconosce e dice di avere pranzato con Paul Allen a Londra, il monologo sulla confessione che non significa nulla. Sono valutazioni della redazione il dettaglio sfuggito e la lettura alternativa. L’identità poggia sulla classificazione del British Board of Film Classification: American Psycho, Mary Harron, classificato 18 il 6 marzo 2000, distribuzione britannica Entertainment Film Dists. Questa scheda adotta 101 minuti, arrotondamento dei 101 minuti e 26 secondi misurati sull’edizione cinematografica. Due divergenze sono dichiarate: la classificazione registra come anno di produzione il 1999 mentre la scheda italiana indica il 2000, e la scheda adotta il 2000, che è l’anno dell’uscita; e la stessa scheda italiana indica 104 minuti, tre in più del dato primario, mentre l’edizione domestica britannica del 2015 ne misura 97 e 47 secondi. La citazione è in italiano e non è la battuta originale inglese. Poggia su un solo riscontro, una raccolta di frasi a compilazione aperta che attribuisce la battuta a Patrick Bateman, interpretato da Christian Bale; l’ammissione è dichiarata nel locatore di quella fonte. Va detto perché il riscontro è uno solo: nessuna testata italiana firmata trascrive questa battuta. Gli approfondimenti italiani sul film parlano della scena dei biglietti da visita e dei monologhi senza citarne uno, la scheda italiana non ha una sezione di frasi celebri, e l’unica altra raccolta che copre il film non riporta questa battuta. Una differenza minima è della redazione: il punto fermo finale, che la fonte non mette. Un limite sull’edizione va dichiarato: l’archivio del doppiaggio documenta per questo film un doppiaggio storico e un nuovo adattamento del 2021, e non trascrive la battuta; non è quindi possibile dire a quale delle due edizioni appartenga la formulazione pubblicata. La posizione dell’autrice poggia su due fonti di prima mano: una raccolta di dichiarazioni di Mary Harron e Guinevere Turner fatta dalla testata che le ha intervistate, e un’intervista diretta alla regista del 15 aprile 2025. Restano invece fuori le frasi di Harron riprese da un’intervista televisiva, che circolano soltanto riferite da terzi. Nessun video: nessuna clip ufficiale raggiunge la soglia richiesta. Nessun confronto con il romanzo di Bret Easton Ellis da cui il film è tratto.