Che cosa significa che Alex è guarito
Fatto narrativo verificatoLondra, in un futuro prossimo. Alex DeLarge guida una banda di ragazzi che passa le notti fra pestaggi, furti e violenze, e la mattina torna a casa ad ascoltare Beethoven. Dopo un omicidio i suoi lo tradiscono e finisce in carcere. Lì si offre volontario per la cura Ludovico, un condizionamento che gli rende fisicamente insopportabile la violenza, e insieme, per errore, anche la musica che ama. Rimesso in libertà è indifeso: lo picchiano i vecchi che aveva aggredito, lo picchiano i suoi ex compagni diventati poliziotti, e lo scrittore a cui aveva distrutto la vita lo tortura con la Nona finché Alex tenta di uccidersi. In ospedale il condizionamento si scioglie, e il ministro degli Interni viene a stringere con lui un patto.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti narrativi del film: le violenze della banda, il tradimento dei drughi, il carcere, la cura Ludovico che rende insopportabile anche la musica, i pestaggi subiti da Alex una volta libero, il tentativo di suicidio e il patto con il ministro degli Interni. È interpretazione, e come tale va attribuita, ogni lettura di che cosa significhi la guarigione finale. L’identità poggia sulla classificazione del British Board of Film Classification: A Clockwork Orange, Stanley Kubrick, 1971, distribuzione britannica Columbia-Warner. Questa scheda adotta 136 minuti, arrotondamento della copia cinematografica del 15 dicembre 1971, misurata in 136 minuti e 24 secondi. Le divergenze sono dichiarate: la scheda italiana indica 137 minuti; le riedizioni cinematografiche del 1999 e del 2019 misurano 136m 25s e 136m 29s; le edizioni domestiche classificate fra il 2000 e il 2006 scendono intorno ai 131 minuti, cinque in meno. Trama e personaggi vengono dalla scheda italiana di ComingSoon.it; il finale è ricostruito dall’articolo firmato da Alessandro La Mura su ArteSettima, monografico proprio sul finale, e dal saggio firmato da Roberto Baldassarre per la Fondazione Cineteca di Bologna. La citazione è in italiano e non traduce alla lettera nulla: «eccome» è una scelta dell’adattamento italiano, non la resa di una parola inglese. Poggia su un riscontro solo — l’articolo di ArteSettima è l’unica fonte raggiunta che la trascriva — e su un’attestazione scritta del Fondatore, che il contratto ammette come fonte primaria inequivocabile. Un limite va detto al lettore: le altre fonti italiane consultate descrivono il finale senza riportarne il dialogo, quindi la forma esatta della battuta non ha un secondo riscontro pubblico. Nessuna posizione dell’autore: Stanley Kubrick è morto nel 1999 e non è stata trovata una sua dichiarazione su questo finale in un’intervista ospitata da chi l’ha condotta; senza di essa cade anche la lettura alternativa, che il contratto vuole insieme a quella. Nessun video: non risulta una clip ufficiale della scena. Nessun confronto con il romanzo di Anthony Burgess: la scheda ne registra soltanto la vicenda del titolo italiano e l’esclusione del capitolo finale, per come le racconta lo speciale sul doppiaggio dell’Istituto della Enciclopedia Italiana.