Chi ha creato il tesseratto e come Cooper parla con Murph?
Fatto narrativo verificatoCooper non viaggia liberamente nel passato. Dopo essere entrato in Gargantua viene collocato in un tesseratto costruito non da forme di vita extraterrestri, come i personaggi si aspettavano, ma da esseri umani del futuro che hanno imparato a dominare la gravità. La struttura gli rende accessibili molti istanti della camera di Murph, ma il solo mezzo con cui può agire su di essi è la gravità. Comunica in codice Morse prima attraverso la libreria della camera e poi attraverso l’orologio che le aveva lasciato partendo: il «fantasma» che Murph temeva era sempre lui. I dati che trasmette sono i rilievi che TARS ha raccolto sulla meccanica quantistica interna del buco nero, quelli che mancavano all’equazione. Murph riconosce il messaggio, completa l’equazione e rende possibile lasciare la Terra. Il film disegna così un circuito chiuso: il futuro rende possibile il passato da cui nascerà.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti del racconto, ricostruiti dall’analisi firmata di Den of Geek: che il tesseratto sia opera di esseri umani del futuro e non delle forme di vita extraterrestri attese dai personaggi, il messaggio in Morse passato prima dalla libreria e poi dall’orologio, e i rilievi di TARS sulla meccanica quantistica interna del buco nero. La scena in cui Murph riconosce il messaggio e completa l’equazione è pubblicata dal distributore. «Circuito chiuso» è una sintesi della redazione, e lo è anche la lettura contenuta nel dettaglio sfuggito. Che cosa accada all’umanità dopo, la scheda non lo afferma: la stessa fonte lo chiama un mistero di cui non sapremo mai la risposta. L’identità poggia sulla classificazione britannica: regia di Christopher Nolan, anno di produzione 2014, copia cinematografica classificata il 20 ottobre 2014 e misurata in 168 minuti e 49 secondi, arrotondati ai 169 adottati. Tre divergenze dichiarate: la copia IMAX 70mm dura 167 minuti e 31 secondi, l’edizione domestica 162 minuti e 3 secondi, e il pressbook italiano di Warner indica 168 minuti, cioè lo stesso film troncato invece che arrotondato. La citazione è in italiano e poggia su una fonte primaria inequivocabile: il pressbook italiano del distributore, che la trascrive e la attribuisce a Brand. La recensione firmata di Movieplayer conferma la formulazione parola per parola ma non nomina chi la pronuncia, e va detto.