Perché il sequel mette al centro Lydia e non Beetlejuice?
Fatto narrativo verificatoLa sinossi promette il ritorno del demone, ma il film è costruito attorno a un’altra persona. Dopo una tragedia familiare tre generazioni dei Deetz tornano a Winter River: Lydia, ancora perseguitata da Beetlejuice, e sua figlia Astrid, che trova in soffitta il modellino della città e apre per sbaglio il passaggio verso l’Aldilà. Il regista lo ha detto esplicitamente: il personaggio con cui si era identificato da adolescente era Lydia, e questo film non avrebbe potuto girarlo allora, perché è qualcosa che si può fare soltanto dopo avere vissuto certe cose di persona. Ha descritto il risultato come un film molto personale, una specie di strano film di famiglia su una famiglia strana. Beetlejuice torna quando qualcuno pronuncia tre volte il suo nome, ma la storia riguarda che cosa Lydia abbia fatto della propria vita.
Lettura editoriale: Warner Bros. Italia descrive il ritorno dei Deetz a Winter River, Lydia ancora perseguitata da Beetlejuice, Astrid come sua figlia adolescente, il modellino e l’apertura accidentale del portale. Il legame di Burton con Lydia, il carattere personale del film e il metodo rapido basato su effetti pratici e contributi degli attori sono dichiarazioni dirette del regista. Presentare Lydia come centro della storia più del personaggio che dà il titolo resta una sintesi editoriale; Burton definisce inoltre Astrid l’ancora del film e parla di una storia su madre e figlia. La citazione italiana è sospesa: i riscontri testuali disponibili concordano sulle parole, ma non dimostrano insieme edizione e contesto audiovisivo.