Perché il colpo che vince il film è un colpo irregolare
Fatto narrativo verificatoDaniel LaRusso si trasferisce in California e viene preso di mira dai ragazzi del dojo Cobra Kai. Il tuttofare del suo palazzo, Kesuke Miyagi, lo salva da un pestaggio e accetta di allenarlo per il torneo di karate, ma invece di insegnargli colpi lo mette a dare la cera alle automobili, a levigare un pavimento, a dipingere una staccionata. Solo quando Daniel protesta scopre che quei gesti erano i blocchi, imparati senza accorgersene. Al torneo arriva in finale con un ginocchio infortunato da un colpo proibito, si mette in equilibrio su una gamba sola e vince con un calcio al volto che l’avversario non riesce a fermare. Il film si chiude sul palazzetto in piedi e su Miyagi che sorride senza dire una parola.
Lettura editoriale: Fatti e interpretazioni restano separati. Sono fatti narrativi del film: i lavori domestici imposti a Daniel, la loro rivelazione come allenamento, il torneo e il calcio della gru. È interpretazione della redazione ogni lettura di che cosa Miyagi stia davvero insegnando. La citazione entra nel catalogo per doppio criterio, e la sua forma corrente è sbagliata. Il Post, nell’articolo del 7 luglio 2017 sulle frasi che citiamo male, e CineFacts, nella lista delle otto battute sempre citate male, concordano che la formulazione diffusa «Metti la cera, togli la cera» non è quella del doppiaggio, che dice «Dai la cera, togli la cera». Nessuna delle due però nomina il personaggio: è il limite strutturale del canale che corregge le citazioni sbagliate, che si occupa delle parole e non di chi le pronuncia. Il parlante è attestato altrove, dall’articolo firmato da Simona Vitale su CronacaPop del 4 marzo 2021, monografico su questa battuta, che la attribuisce al maestro Miyagi e ne dà la forma estesa: «Prima lava tutte le macchine. Poi le lucidi, con la cera. Devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra. Dai la cera, togli la cera.» Un quarto riscontro, lo speciale firmato da Alessandro Pedretti su Everyeye del 5 febbraio 2022, la riporta nella forma corretta. Una cosa merita di essere detta al lettore: una recensione firmata, sulla stessa testata che altrove riporta la forma corretta, usa come sottotitolo proprio quella sbagliata, «Metti la cera, togli la cera». È il motivo per cui questa pagina mostra da dove viene ogni parola. Sulla durata due dati concordi e uno divergente, dichiarato. ComingSoon e il BBFC indicano entrambi 126 minuti per la versione cinematografica del 1984 — il BBFC con la precisione di 126m 23s e con l’annotazione che quella copia ricevette tagli —, mentre la riedizione cinematografica classificata nel 2020 dura 127 minuti e le edizioni domestiche dal 1986 in poi si fermano intorno ai 121. Si adottano i 126 dell’uscita originale. Nessuna posizione dell’autore, e la ragione va detta con precisione. Le dichiarazioni dello sceneggiatore Robert Mark Kamen e del regista John G. Avildsen esistono, ma quelle raggiunte arrivano in discorso riportato, attraverso la voce di terzi presenti e non come parole rilasciate a chi firma l’articolo. Un discorso riferito non può reggere da solo un passaggio decisivo, e qui non c’è nient’altro su cui appoggiarsi; senza di esso cade anche la lettura alternativa, che il contratto vuole insieme a quella. Nessun video e nessun confronto con un libro: la sceneggiatura è originale.