Che cosa succede nel finale, e perché il film non lo spiega?
Fatto narrativo verificatoLeo, giovane pilota risucchiato da un vortice spazio-temporale, finisce su un pianeta governato dalle scimmie, dove gli esseri umani sono schiavi ed è braccato dal generale Thade. Guida una rivolta che non punta alla supremazia ma a una convivenza. Il problema resta il finale: Leo torna sulla Terra e trova al Lincoln Memorial una statua del presidente Thade. Il film non spiega come sia possibile, e la ragione è documentata: quel finale era pensato come un cliffhanger, con gran parte del cast attesa in un seguito. Restano quindi due letture compatibili con ciò che si vede: che Thade sia fuggito attraversando lo stesso vortice, oppure che si tratti di una versione diversa dello stesso personaggio. La spiegazione, se doveva esserci, era attesa altrove.
Lettura editoriale: Il viaggio di Leo, il pianeta governato dalle scimmie, il ruolo del generale Thade e la rivolta sono descritti dalla scheda di una testata cinematografica italiana. Il contenuto del finale, la sua natura di cliffhanger con gran parte del cast attesa in un seguito e le due interpretazioni possibili sono riportati da una rivista cinematografica britannica; la scheda ufficiale del distributore descrive l’atterraggio di fortuna e l’esercito ribelle. Nessuna fonte qui citata dichiara che quel seguito non sia mai stato realizzato, e questa scheda non lo afferma. Ricondurre l’assenza di spiegazione alla natura di cliffhanger, e non a un errore di scrittura, è una sintesi editoriale, e vale anche per il dettaglio sfuggito. La citazione poggia su raccolte di frasi, ammesse come riscontro per decisione del Fondatore. Due raccolte indipendenti fra loro riportano la battuta con le stesse parole e la attribuiscono entrambe a Leo Davidson; MYmovies ne indica anche l’attore. La sola divergenza è il segno finale — punto esclamativo in MYmovies, punto fermo in Aforismi — ed è dichiarata; la scheda adotta il punto fermo, che è la forma con cui la frase viene citata. Va dichiarato che nessuna delle due porta autore o data. Le due raccolte non condividono nessun’altra battuta: gli elenchi sono di due e di undici voci, e la sovrapposizione è questa sola, il che esclude che una abbia copiato dall’altra.