Che cosa c’è nella luce, e perché il film non lo dice?
Fatto narrativo verificatoDue guardiani restano isolati su un’isola del New England alla fine dell’Ottocento. Il più giovane, Winslow, sopporta lavori sfibranti e ha un divieto preciso: non può salire dove viene emessa la luce. È il vecchio Wake a farlo ogni notte, di nascosto. Una tempesta li blocca, il cibo finisce, restano l’alcol e le allucinazioni, e i due precipitano nella follia. Il film non rivela che cosa ci sia davvero nella luce. Robert Eggers ha spiegato che lui e il co-sceneggiatore avevano risposte precise durante la scrittura, ma volevano creare ambiguità per il pubblico. Ha anche dichiarato che il mistero della luce non poteva essere svelato e che il film doveva farci dubitare di ciò che è reale. La risposta verificata, quindi, non è una soluzione nascosta: è una scelta deliberata di non consegnarla allo spettatore.
Lettura editoriale: L’ambientazione, il divieto imposto a Winslow, le salite notturne di Wake, la tempesta e la discesa nella follia alimentata da alcol e allucinazioni sono descritte dalla scheda italiana del film. L’esistenza di risposte private usate durante la scrittura, la volontà di creare ambiguità per il pubblico, l’impossibilità di svelare il mistero della luce e il dubbio su ciò che è reale sono dichiarazioni dirette del regista in due interviste. La scheda non inventa la soluzione che Eggers ha scelto di non rendere pubblica. La lettura del divieto come limite che rende irresistibile la trasgressione è uno spunto editoriale, non la soluzione del film.