L’epilogo di Taxi Driver è successo davvero?
Fatto narrativo verificatoTravis Bickle, reduce dal Vietnam, non dorme e fa il tassista di notte a New York. Prova a corteggiare Betsy, volontaria nella campagna del senatore Palantine, e la porta a vedere un film pornografico: lei se ne va e non lo rivede. Travis si arma, si rasa i capelli a cresta e cerca di uccidere Palantine, ma il servizio di sicurezza lo nota e lui scappa. Allora va nel bordello dove lavora Iris, una ragazzina di dodici anni, e uccide il protettore, il gestore e un cliente. Ferito, si accascia sul divano. Poi il film cambia registro: ritagli di giornale che lo celebrano come un eroe, una lettera di ringraziamento dei genitori di Iris, Betsy che sale sul suo taxi e lo guarda con ammirazione. Travis riparte, e qualcosa nello specchietto retrovisore lo irrita.
Lettura editoriale: Questo film era stato respinto al cancello della citazione il 3 settembre 2026 e viene riaperto lo stesso giorno, ed è la prima volta che accade: va scritto, perché è la prova che il metodo si corregge da solo. Il rifiuto era corretto sui dati di allora — tre rese diverse della battuta allo specchio, con ComingSoon che dava «Stai parlando con me?». Quella resa resta esclusa, e la ragione ora è documentata: non è una variante ma una traduzione dall’inglese, e la forma effettivamente doppiata è un’altra. La sostiene Il Post in due articoli diversi e di generi diversi, a quattro anni di distanza: quello del 7 luglio 2017 dedicato per intero alle battute che citiamo male, e il ritratto di Ferruccio Amendola del 3 settembre 2021, cioè del doppiatore che quella scena la interpretò. Due attestazioni indipendenti nello stesso giornale, in contesti che non hanno nulla a che vedere fra loro, rendono implausibile la copiatura, che è il rischio da cui ci si deve guardare. Il secondo editore è CineFacts, che riporta la resa estesa «Ma dici a me? Ma dici a me? Ma… dici a me?! Ehi, con chi stai parlando?» e attribuisce l’adattamento ad Amendola; va però dichiarato che quell’articolo non porta né firma né data, e per questo la scheda mostra il solo frammento su cui tutte le fonti concordano. Sull’identità c’è una divergenza minima da dichiarare: la voce dell’Enciclopedia del Cinema Treccani, firmata da Serafino Murri, indica 114 minuti, la scheda italiana di ComingSoon 113. Si adottano i 114 del dato istituzionale. La posizione dell’autore viene da una fonte eccezionale per pertinenza e fragile per forma, e vanno dette entrambe le cose: Paul Schrader, che il film lo ha scritto, ha risposto direttamente alla teoria secondo cui l’epilogo sarebbe la fantasia di un uomo che sta morendo. Lo ha fatto però in un commento su Facebook, riportato da un articolo di Cinefilos che porta la firma della redazione e non di una persona. È quindi una dichiarazione di prima mano ma riferita, e per giunta da un pezzo non firmato: sostiene il modulo con la posizione dell’autore, non la spiegazione. Quello che dice vale comunque quanto una dichiarazione d’autore, perché è l’autore stesso ad applicarne il primo limite. Nessun video: non risulta una scena ufficiale verificabile.